Il Cacchione a Piede Franco

Il Cacchione o Bellone è un vitigno a bacca bianca tipico della zona compresa a sud di Roma.

Il Cacchione è un biotipo del comune Bellone che è cresciuto e si è adattato nei millenni in quella che è conosciuta come Costa dei Cesari (luogo privilegiato dell’otium per le più illustri famiglie e i “divini” imperatori dell’antica Roma) ed oggi corrispondente al territorio dei Comuni di Anzio e Nettuno in cui si conserva la originale tecnica di coltivazione a “piede franco”.

Gli innesti su radice di varietà americane, nella viticoltura europea, si sono diffusi dopo che la filossera, insetto proveniente dall’America, alla fine dell’800 aveva distrutto i vigneti europei attaccando le radici delle nostre varietà autoctone.

Soltanto le varietà coltivate in ambienti circoscritti o nei terreni sciolti, come le sabbie del nostro territorio, hanno permesso ad alcune varietà di resistere fino ai nostri tempi. La simbiosi tra il Cacchione ed il terreno sabbioso permette oggi di avere un vino unico, senza l’influenza del porta-innesto o radice americana.

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I contadini del luogo, fino a dopo la seconda guerra mondiale, hanno continuato a impiantare i loro vigneti con la stessa antica tecnica del “piede franco”. Successivamente, con l’abbandono delle campagne e la spinta verso una agricoltura più industrializzata, gli impianti vennero realizzati con piante provenienti da vivai, innestate su porta innesto americano, perché più facili da coltivare.

Solo agli inizi degli anni 2000 la Cantina Bacco, attraverso la ferrea e caparbia volontà dei soci di rivalutare il vitigno autoctono della zona, in contrapposizione con i produttori vicini che piantavano vitigni internazionali, considerati più “pregiati”, ha deciso dopo diverse sperimentazioni di rilanciare la coltivazione su “piede franco” che porta ad un maggior equilibrio della pianta, un legame più profondo con il territorio di origine e esalta al massimo le proprietà organolettiche del prodotto finito.

Con il termine dialettale “zeppo a terra” era indicata dai nostri avi la tecnica per propagare, attraverso talee, le viti antiche di cacchione; grazie a questa tecnica è stato possibile propagare il cacchione originale superstite non innestato e realizzare i nuovi impianti.

La Cantina Bacco, fin dalla sua fondazione, ha raccolto e vinificato le uve Cacchione e grazie alla stessa e da i suoi “irriducibili” soci si è ottenuto l’importante riconoscimento della DOP Nettuno Cacchione.
Questo vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, dall’aroma intenso e complesso con sentori di frutta matura, floreali e minerali, un vino avvolgente, equilibrato, armonico e con ottima persistenza.

Le fasi della messa a dimora

1) Preparazione al taglio

Dopo aver tagliato e selezionato i rami nella fase di potatura, gli stessi vengono conservati in un ambiente umido e fresco come le grotte, diffuse nel territorio, o messe sotto la pozzolana lasciando l’estremità scoperta. Il tralcio viene preparato al taglio attraverso la “potatura” delle eccedenze di coltura, anche detti “viticci”.

2) Taglio a spacca occhio

Una delle ultime gemme della talea viene tagliata al centro con un taglio secco che viene definito gergalmente “a spacca occhio”, ovvero a metà.

3) Torsione del ramo

Il ramo appena tagliato viene “lavorato” eseguendo, con le mani, una torsione per snervare le fibre e togliere vigoria alla pianta. L’obiettivo è indurla a emettere le radici.

4) Preparazione del foro

Con l’ausilio di una piccola trivella a mano si effettua un foro nella terra della profondità di circa 50/60 centimetri. Nella foto si può vedere un fascio di talee pronte per essere messe a dimora.

5) Inserimento della talea

La talea di Cacchione viene inserita nel foro con vigoria e spinta quanto più possibile in profondità.

6) Chiusura del foro

Il foro viene chiuso compattando la terra circostante in modo da eliminare eventuali bolle d’aria.

7) Legatura al tutore

La talea viene legata al tutore in modo che possa crescere in altezza.

8) Riduzione talea

A questo punto, lontano dalle gemme, si taglia l’eccedenza della talea lasciando fuori dal terreno soltanto due gemme.

9) Cauterizzazione del taglio

La parte appena tagliata deve essere cauterizzata (tamponata) con un classico mastice usato in agricoltura per evitare che la linfa si disperda.

10) LA CRESCITA DEL CACCHIONE

Dopo qualche mese, la pianta inizia a produrre grappoli. Questi vanno sempre eliminati perché non compirebbero mai l’intera maturazione e nel contempo sfrutterebbero la linfa che invece così viene destinata all’irrobustimento della pianta.

11) Cacchione dopo 4 mesi

Ecco il vitigno di Cacchione messo a dimora a metà marzo 2018 come si presenta dopo circa tre mesi (foto scattata a metà giugno 2018). La foto mette in evidenza la potenza di questo vitigno, che si può definire selvaggio.

12) Cacchione dopo 1 anno

La foto, scattata a metà marzo 2018, rappresenta una talea messa a dimora nel febbraio 2017.

La prima consegna – Marzo 2018

A marzo 2018, abbiamo deciso di far partite l’operazione “Il Cacchione a casa tua”. In quel giorno Ivo Rossi ha tenuto una importante lezione sulla Filossera, sulla coltivazione con messa a dimora a piede franco e sono state consegnate le talee ai partecipanti che avevano manifestato la volontà di aderire al nostro progetto.

Questa iniziativa nasce dalla volontà di rinverdire nelle nuove generazioni di nettunensi questa antica tradizione della coltivazione del Cacchione. L’abusivismo edizilio e il conseguente abbandono delle campagne hanno minato alla tradizione, che vedeva tutti i nettunensi alle prese con esperienze di vendemmia o di lavorazione delle vigne.

A noi piacerebbe che le nuove generazioni, perse nei meandri della tecnologia più evoluta, riscoprissero il piacere della tradizione e l’amore per il territorio. Nettuno da sempre è sinonimo di Cacchione e siamo stati proprio noi, nel lontano 1973, a recuperare la tradizione del piede franco con voglia e passione. Ed è grazie alla tenacia dei nostri soci e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale che nel 2003 è stato ottenuto l’importante riconoscimento della Dop Nettuno, ed è proprio questo il motivo che ci ha spinto a promuovere questa iniziativa.

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Il Cacchione a casa vostra

Le talee consegnate a marzo 2018 e sono state subito impiantate nel terreno. Queste foto sono state scattate circa 5 mesi dopo la messa a dimora della talea. Si può notare lo sviluppo eccezionale della pianta dopo soli 150 giorni.

Valerio F. Imprenditore
Ha impiantato la sua pianta di Cacchione ai bordi della sua attività. Nonostante i suoi impegni è riuscito a farla crescere ed è così entusiasta che il prossimo anno vuole ampliarle il suo impianto

Gianni S. Direttore commerciale
Ha messo a dimora le piante nel suo giardino, il sistemico apporto di acqua al prato del giardino a fatto si che alcune piante siamo cresciute in modo rigoglioso, alcuni tralci (rami) sono lunghi oltre dodici metri.