L’arte di stappare una bottiglia di vino e di come servirlo a tavola

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Servire il vino a tavola è un rito speciale e va fatto con arte e mestiere. Per cui se avete ordinato il nostro vino preferito oppure lo avete acquistato direttamente nella Cantina di fiducia e ora a casa volete aprirlo, servirlo e sorseggiarlo con eleganza proprio come un sommelier e stupire i vostri ospiti è necessario seguire alcune piccole regole del galateo. Vi spieghiamo come fare, perché anche l’apertura e il servizio di una buona bottiglia di vino richiedono una cura e un’attenzione particolare.

I consigli di Cantina Bacco

Prima di tutto è bene sapere che il vino rosso va servito a temperatura ambiente e va aperto un po’ prima per lasciarlo “respirare”. Il vino bianco o lo spumante, invece, si possono stappare sul momento: il primo va servito a una temperatura tra i 10 e i 14 gradi, il rosato a circa 11 e lo spumante sempre fresco ma mai sotto gli 8 gradi. Ricordatevi che la bottiglia non va mai presa per il “collo” e che il vino si versa stando alla destra del commensale.

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Il primo passaggio: la presentazione

Prima di tutto dobbiamo assicurarci che la bottiglia di vino sia esteticamente perfetta e ben pulita. Il sommelier di solito la porta in tavola tenendola dal basso e con il braccio sinistro e utilizzando un tovagliolo che in gergo tecnico viene chiamato torciolo, potete provare a imitarlo ostentando sicurezza e classe. Se volete dare ai vostri ospiti tutte le indicazioni sul vino cominciate dal nome e dalla denominazione, proseguite con la cantina, l’annata, il grado alcolico e qualche altra particolarità.

Il secondo passaggio: l’apertura

Bisogna incidere l’etichetta sul collo della bottiglia, praticando un taglio prima in senso orizzontale e poi verticale, e procedete togliendo questa “capsula”. Con il tovagliolo pulite il collo della bottiglia da eventuale polvere. Poi prendete il cavatappi e poggiate la punta della spirale al centro del tappo di sughero, con una lieve rotazione inseritelo tenendo il cavatappi in posizione verticale. Prestate attenzione e non bucare il sughero, e cominciate a tirare la leva del cavatappi fino all’estrazione del tappo, un’operazione da svolgere con cura e maestria senza il poco elegante “schiocco”, che è ammesso solo con lo spumante in occasione di grandi festeggiamenti. Non è un caso che il tappo dello spumante ha la forma di un fungo.

Il terzo passaggio: versare il vino

A casa potete fare gli stessi gesti e passaggi del sommelier che annusa il tappo per valutare la bontà del vino, pulisce la punta della bottiglia con il torciolo e ne versa un po’ in un bicchiere per degustarlo. Poi se è buono lo versa al commensale che lo ha ordinato, se il cliente acconsente, il sommelier lo versa a tutti gli altri commensali del tavolo partendo dalle donne oppure da un eventuale festeggiato per chiudere con il commensale del primo assaggio. Voi potete degustarlo essendo i padroni di casa e poi servirlo ai vostri ospiti, che dovranno essere già seduti a tavola. Per galanteria potete servire il vino prima alle donne e poi agli uomini. I bicchieri vanno riempiti per poco più delle metà (mai superare i tre quarti). Per evitare che cadano gocce di vino sulla tovaglia si deve leggermente ruotare la bottiglia prima di verticalizzarla e asciugare eventualmente con il tovagliolo. La bottiglia va poi posta sul tavolo con l’etichetta rivolta verso i commensali.

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